martedì, 01 luglio 2008

Mimas
| 11:07
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giovedì, 26 giugno 2008
Sono andata a letto che era l'alba
e il cielo chiaro.
Ho toccato il cuscina con la faccia
sporca di trucco sfatto
domandandomi come avrei potuto alzarmi dopo sole tre ore.
Ho passato una notte a flash.
A frammenti ininterrotti.
A persone che si incontrano e scontrano di continuo.
Gli uomini hanno un lato pettegolo favoloso.
Mangiavo mentalmente patatine
tra il dolce cinguettare di Amon, Vincenzo e Micio.
Tra domande sul mio ex e il suo presunto matrimonio
racconti di week end finiti male
e indiscrezioni su conoscenze comuni.
E poi dolci parole dedicate da lui.
Di quelle che le ginocchia te le fan tremare per davvero.
Che ti lasciano sciolta a sguardo ebete
a chiederti com'è possibile non averla trovata prima
una persona così.
Come?
Quando finalmente sono scivolata nel letto ero sveglia
più di una cavalletta
e fuori gli uccelli cinguettavano.
Dopo mezz'ora a rigirarmi
ho pensato che forse era meglio studiare Hartmann
sarà mica che a furia di leggere libri della Rice
mi stia pure io trasformando in un vampiro?
Dopo sole tre ore la sveglia mi ha presa a schiaffi
sbattuta giù dal letto a calci
quasi con la stessa foga della mia insonnia.
Mi sono messa un abitino fucsia
violento dentro
che ti sfonda di pugno gli occhi
e ti rompe il naso
e mi sono trascinata in cucina
per la colazione
e ho visto il muffin
così rotondo
che mi sorrideva lento.
Mi sorrideva.
Mi fissava e sorrideva dandomi il buongiorno.
Roba da chiedersi "cazzo avrà da sorridere così"
Muffin di merda...
Mimas
| 09:39
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mercoledì, 25 giugno 2008
Mimas
| 19:08
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mercoledì, 18 giugno 2008
Annego in ricordi di camomilla
entrano come aghi nella mia testa
nei miei polmoni
nello stomaco
con quel retrogusto dolciastro
quell'ansimare tenue
che precede l'ansia
la vista che si offusca.
Sai cos'è il terrore da delusione?
Hai mai provato una cosa del genere?
Io si. Di continuo.
Vivo di pensieri sottovetro.
Di limiti costruiti ad arte
per impedire ad ogni minimo frammento di me
il contatto col mondo
per non annichilire ancora
per non annichilire ancora
non annichilire.
Ho sempre avuto paura di te.
Eri l'ultima persona rimasta
che poteva permettersi il lusso di schiacciarmi
come lo scarafaggio che sono
come una mosca
in un pomeriggio d'estate.
Ho conservato ricordi
in tessuto di seta rosa
morbido al tatto
in un angolo della mia mente
e andava bene così.
Sai perchè ti odio?
Perchè anche tu
sei come tutte le altre
nè più nè meno.
Sei solo come tutte le altre
hai distrutto ogni cosa.
Un applauso a te
piccolo mostro.
Mimas
| 11:18
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Mimas
| 00:58
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venerdì, 23 maggio 2008
Oggi tornando a casa in macchina sono passata di fianco ad una ragazzina delle medie che camminava lungo il marciapiede per le vie del mio piccolo paese. L'ho osservata e ho ripensato a me. A com'ero io a 12 anni. Io purtroppo non ho più molti ricordi della mia vita, prima che tutto precipitasse dalle mie mani. Quando ho cominciato a stare male ho perso quasi tutti i miei ricordi e ora, a distanza di due anni, continuo a non ricordare più cos'era la mia vita prima. E' come se la mia vita non mi fosse mai appartenuta. Come se avessi letto da un libro la storia di un'altra. Ricordo a larghe linee ciò che c'è da sapere. Quando sono di fronte ad una persona so chi è. Poi il nulla. E' come se con la depressione fosse entrato un uragano nella mia vita e avesse spazzato via ogni cosa. Ogni parte del mio passato non è più mio. Io sono nata un paio di anni fa. Il resto è, come ho detto, vita letta da un libro e mai appartenuta a me.
Guardando quella ragazzina mi sono chiesta com'ero io a 12 anni. E un ricordo mi ha assalito. Una cosa che nemmeno mi sognavo fosse mai capitata.
Io e lei alla festa dei bambini dell'asilo.
Lei era Elisa. Aveva la mia età. Stavamo in classe assieme. Non ricordo molto altro di lei. Polvere nella mia mente. La sua immagine si sgretola senza lasciare nulla.
So che uscivamo insieme. Forse spesso. Non ricordo. So che ero un alieno. Anche lì. Ero sempre il solito alieno. Un folletto che vive in bolle di sapone colorate e il mondo fuori. Certe cose non cambiano mai.
Mi sono chiesta che fine ha fatto. Vi è mai capitata, una cosa simile? Sono arrivata a casa con l'idea di chiamarla. Di sapere che le è successo in questi 10 anni.
Non ricordo se per me era importante. Non ricordo quasi nulla. So solo che quell'estate rimasi sola in casa. In un bozzolo. In attesa delle superiori. E tagliai i ponti con tutti. Non cercai nessuno. Nessuno cercò me. Pochi mesi dopo trovai una ragazza stupenda e me ne innamorai. Fu una cosa meravigliosa. La cosa peggiore che mi sia mai capitata, visto come ne sono uscita ammaccata. E rividi Elisa. La salutai, me ne andai. Non credo mi importasse molto di lei. Non so perchè. Maledetta memoria. All'inizio era stata importante, forse. Alla fine era il nulla. Forse perchè ero innamorata di Claudia.
Ho cercato il suo numero di telefono. Non l'ho trovato. So dove abita ma non credo andrò a cercarla. Perchè sono una persona assurda, passiva, fissata col destino. Se non ho trovato il suo numero allora forse era destino. Forse l'ho scritto, in qualche vecchio diario, ma non ho voglia di stressarmi a cercarlo. Quindi va bene così. Trovo semplicemente buffo come le vite a volte si separino ricordando i rigagnoli d'acqua lungo un vetro... il nostro passato forse non ci appartiene davvero mai.
... non ricordo niente di lei. Ricordo solo che forse ci tenevo perchè, una volta, mancò di sensibilità nei miei confronti e mi ferì. Piansi. Per il resto, polvere.
Mimas
| 19:15
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Mimas
| 00:34
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giovedì, 08 maggio 2008
La felicità è una situazione fragile. Instabile.
Ricordo quando a 7 anni bastava il giorno di Natale per rendermi felice.
Domenica sono andata in Chiesa. Ho rivisto estranei che un tempo erano parte della mia vita. Persone con cui per anni ho diviso i banchi di scuola.
I fedeli tra le panche mi lanciavano occhiate cariche di disapprovazione per il mio abitino molto scollato, le unghie laccate di rosso fuoco, lo stesso colore del rossetto sulle mie labbra.
Avevo il volto imbrattato di fondotinta color sabbia pallido. Parevo una piccola bambolina di porcellana, coi capelli lunghi sciolti sulle spalle. Un alieno in mezzo a loro.
Ogni volta che incrocio i miei compaesani ho questa sgradevole sensazione. Di essere un alieno in mezzo a loro. Di appartenere ad un mondo differente.
Il problema è che in questo mondo solo mio ci vivo sempre, anche quando sono fuori dal mio paese. Il problema è che sono la sola a viverci. E che a volte nonostante tutte le cose belle questa solitudine è un grido lacerante e doloroso che si accanisce sui miei timpani.
Mi fa male vivere qui. Troppi ricordi spiacevoli. Troppe cose che non posso cancellare. Troppe cose.
Mimas
| 10:56
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sabato, 12 aprile 2008
Mine colorate racchiuse in barattoli di vetro.
Erano un tocco di luce nel mio studio.
Cominciai a tenerle da parte quando Michele mi disse che da bambino le collezionava. Che le teneva ancora tutte.
Stupidamente pensai di salvarle anch'io per dargliele appena sarei andata a Livorno. Da lui.
Usavo matite colorate sui miei libri, sui quaderni pieni di appunti ed esercizi. Contavo le punte cadute in silenzio. Aspettavo di arrivare ad un centinaio per portargliele.
Quando lo lasciai non smisi.
Per una forma di rispetto, per un tacito accordo tra noi, continuai a salvarle sapendo che sarebbero arrivate nelle sue mani. Nonostante non parlassimo più. Nonostante la rabbia e il rancore a separarci. Salvavo mine in vasetti di vetro trasparente e ne ornavo il mio studio. Per Michele.
Continuai persino dopo che lo scorso anni lui mi chiese il contatto msn per chattare e passò le uniche tre volte a vomitarmi addosso la sua frustrazione, la sua rabbia e il suo rancore verso di me, continuando a fare stupidi paragoni su quanto la sua ragazza attuale fosse molto più carina di me, molto più simpatica di me, con un carattere molto migliore del mio. E silenziosamente, di fronte a quello schermo, pensavo poveretta lei. Poveretta lei che anziché avere un ragazzo che la ama per ciò che è, che anziché tenere a lei come un fidanzato dovrebbe, si limita a usarla come piccolo trofeo per dimostrare alla sua ex ragazza che la sua vita va alla grande anche senza di lei. Che tutto sommato è stato davvero meglio essere stati scaricati perchè ora si ha una ragazza molto migliore. E non si accorgeva che ai miei occhi appariva solo più perdente. Più perdente lui e una poveretta lei, a non sapere tutte queste cose. E finì di nuovo. Perchè alla terza volta passata a sentirlo parlare e lodare la sua nuova ragazza, a sentirlo dire che ero un cesso in confronto a lei ecc ecc, gli dissi chiaro e tondo che io amavo il mio ragazzo e pensavo le stesse cose, ma non ero tanto frustrata da sentire il bisogno di rinfacciarglielo costantemente perchè non avevo porte rimaste aperte con lui. Si limitò a replicare: “Ho capito...” e mi bloccò.
Fine.
Però non smisi. Aumentavano i vasetti di vetro carichi di mine colorate. Pensavo di lasciarle ai miei figli. Tutti i bambini, prima o poi, pensano di cominciare a collezionare mine colorate. Pochi concretizzano, ma tutti ci pensano.
Un giorno, alzando lo sguardo, il mio ragazzo vide quei vasetti sulle mensole. Mi chiese cosa fossero. “Mine colorate” risposi io “Michele le collezionava da bambino e quando stavo con lui ho cominciato a tenerle da parte per dargliele....”
“Ma tu e Michele non vi sentite più... cosa te ne fai ora?”
“Le tengo per i miei bambini...”
Lui rimase in silenzio. Li guardò con quei suoi occhi grandi, rotondi e verdi che si fecero ancora più grandi. E chiese perchè. Senza aggiungere altro. Disse proprio: “Perchè?”
Talvolta facciamo cose prive di senso senza rendercene conto e sono proprio le reazioni degli altri a spingerci a capire, afferrare il nesso che ci mancava per giungere alla giusta conclusione.
Quella non era la collezione dei miei bambini. Non lo sarebbe mai stata. Quella era la collezione di Michele e non aveva senso continuarla perchè non avrei potuto fargliela avere. E vedendo come si era comportato l'ultima volta, perdonate l'ironia, mi sorge ora il dubbio che avrebbe potuto accettarle replicando “Ma la mia ragazza le colleziona meglio”
Fu una cosa ponderata. La sera bevvi il mio thè fumante fissandole. E pensai a ciò che appariva, a ciò che era in realtà, ai significati che spesso sfuggono ai nostri occhi.
Finii il mio thè con calma. Poi presi i vasetti. Tutti. Scesi in cucina e levai i tappi di sughero. Aprii la pattumiera e, lentamente, rovesciai tutto il contenuto. Un vasetto dopo l'altro. Abbandonai il vetro in un angolo e andai a dormire. Una notte di tre mesi fa.
Mimas
| 13:33
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venerdì, 04 aprile 2008

Mimas
| 01:09
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sabato, 22 marzo 2008
Mimas
| 20:47
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martedì, 11 marzo 2008
Mimas
| 19:50
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venerdì, 29 febbraio 2008
Mimas
| 13:40
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mercoledì, 13 febbraio 2008
Il tempo scivola sempre più veloce e non c'è nulla che possa fare per trattenerlo.
E stranamente sono serena. Da mesi oramai. Annullata da questo senso di pace interiore. Ieri notte sorseggiando del thè caldo ho ripensato al primo ragazzo con cui credevo sarebbe stata per sempre.
Ero solo una bambina dalla testolina vuota. Lui si chiamava Giuseppe. Era dell'82 e adorava i NOFX. Suonava il basso e aveva un gruppo musicale. A volte lo suonava mentre eravamo al telefono. Mi aveva anche scritto una canzone. Era bellissimo. La prima volta che lo vidi smisi di parlare per l'imbarazzo. Lui di fronte a me cominciò a chiedermi perchè non parlavo. Io muovevo la testa tutta rossa. Non parlavo. Era slanciato e magro magro magro. Tanto magro che al militare non lo presero. Aveva un volto bellissimo e delle espressioni adorabili.
Poche settimane prima del nostro primo anniversario mi tradì. Non parlo di tradimento fisico. Parlo di qualcosa di più profondo. Ricordo che in quel periodo faceva gli anni, misi da parte i soldi per settimane solo per comprargli e spedirgli i cd del suo gruppo preferito, che a Palermo non trovava. Appena il pacco arrivò mi spedì un sms ringraziandomi e dicendo che era il regalo più bello che avesse mai ricevuto. Il giorno dopo mi disse di collegarmi a msn perchè aveva una cosa importante da dirmi. Mi lasciò. Dicendo che aveva capito che forse era meglio rimanere solo buoni amici. Scoprii poi che aveva una storia in parallelo con un'altra da un mese circa. Lei si chiamava Alessia. Aveva lunghi capelli biondi ed era alta e magra. Era di Udine.
Da quel giorno non posso fare a meno di provare un fastidio profondo quando mi trovo di fronte ad una persona che ha quel nome o quando sento parlare di Udine. Pur sapendo che nè il nome nè la provenienza fanno la persona non riesco a liberarmi da questo fantasma.
Poi lui tornò da me. Oramai era troppo tardi. Rimasi indifferente a qualsiasi cosa. Provavo solo rabbia pensando a tutte le belle promesse in cui credevo fatte ad una persona che ci aveva messo solo un mese a sostituirmi con una mai vista dal vivo. E quel mese di prese in giro, di cose fatte alle spalle, è rimasta una macchia indelebile sul rapporto che mi lega a lui. Nonostante ora lo stimi e sia felice per la vita che ha. Ci sono cose che è impossibile cancellare.
Ora sto con un ragazzo che si chiama Giuseppe. E' dell'82 e adora i NOFX. Vorrebbe imparare a suonare il basso. E' bellissimo. La prima volta che l'ho visto ho smesso di parlare per l'imbarazzo. Lui di fronte a me ha cominciato a chiedermi perchè non parlavo. Io muovevo la testa tutta rossa. Non parlavo.
Quando ci penso sorrido e capisco che Morgana ha ragione. La vita di ironia ne ha da vendere.
Mimas
| 01:43
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venerdì, 25 gennaio 2008
Ieri sera mi sono ritrovata col bicchiere tra le mani. Lo spostavo velocemente da una mano all'altra.
Pensavo a lei.
Tentare di spiegare sentimenti indescrivibili.
Perdermi nei ricordi.
Quei pochissimi istanti in cui lei era di fronte a me.
Tutto nascere da una domanda.
Bella si volta verso me per chiedere: "Morgana la senti ancora?"
Attimi di silenzio.
Impossibile spiegare.
Ci sono rapporti che sono come nastri e scivolano tra le nostre dita.
Rapporti che obbligano al silenzio.
Sempre. In ogni istante.
Perchè i sentimenti sfigurano le persone.
I sentimenti cambiano ogni cosa.
Difficilissimo riunire tutti i fili e giungere ad una conclusione.
No. Non ci sentiamo più, le ho risposto.
Qualche volta qualche sms... ma sai come vanno certe cose.
Oramai, che vuoi...
Silenzio.
Daniela mi guarda e dice di non intristirmi.
Non sono triste. Replico secca.
Io penso. Penso soltanto.
Tanti pensieri e ricordi che si agitano nella mia testa.
Le spiego che era una questione di lingue diverse.
Io non la disprezzo. Non la odio. Per me lei continua a conservare sempre lo stesso valore.
Ma usavamo parole diverse.
Siamo due treni che non sono mai riusciti a incrociarsi.
Che altro c'è da aggiungere?
L'ultima volta che ho provato a fare un passo verso lei forse avevo bevuto.
Davvero fatico a ricordare.
Ricordo solo quell'sms in cui le chiedevo se si era mai accorta che ero innamorata di lei.
Quando mi ha chiesto quando me n'ero accorta e le ho risposto "pochi mesi fa" la replica secca è stata: "Solo in quel momento lo hai capito? Wow..."
L'ultimo anello di una catena che si rompeva. Non avevo più nulla a legarmi.
Sono volata via.
Sarà che osservare rapporti morire troppo a lungo mi mette tristezza.
Sarà che fingere che tutto vada bene mi risulta difficile.
Però... peccato.
E ho perso un altro pezzo di me.
La cosa non mi distrugge. Mi fa solo perdere in mille mille pensieri.
Tipo quando il semplice guardarla fare colazione mi apriva le porte del paradiso...
Mesi, mesi e mesi fa.
L'amore è un sentimento bizzarro.
Non finirò mai di scoprirne stranezze, peculiarità e infinite sfaccettature.
E paradossalmente, l'amore a volte ti porta a persone che non capiscono i sentimenti che provi per loro, che fraintendono quando provi a dichiararti - o fingono di fraintendere per non affrontare la questione - e che probabilmente non sapranno mai in tutta la loro esistenza, nonostante fosse palese, nonostante via sms hai anche provato a dirglielo, che quello che sentivi con l'amicizia aveva poco da spartire.
E ancora una volta paradossalmente, l'amore a distanza di tempo continua a farti vedere queste persone come meravigliose, tanto da non riuscire a provare rancore nè a odiarle in alcun modo.
Ti lascia quindi così, perplessa, pensierosa, mentre tutte le tue amiche intorno a te pensano che sei triste perchè lei non ha capito o non hai ricambiato... e in realtà è solo perplessità e silenzio. E pensieri.
Mimas
| 13:30
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mercoledì, 05 dicembre 2007
Mimas
| 17:08
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mercoledì, 28 novembre 2007
Mimas
| 11:40
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venerdì, 23 novembre 2007
Mimas
| 19:44
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mercoledì, 31 ottobre 2007
Mimas
| 18:54
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mercoledì, 22 agosto 2007
Questa notte commetto un omicidio. Uccido me stessa. Ancora una volta. Un colpo alla testa. Dritto. Ho la morte nel cuore. Non so che mi è preso. Sbalzi d'umore improvvisi e rapidi. La gelosia è una cancrena inarrestabile. Maledetta. Pensieri di morte rapidi come le nuvole nel cielo. Questa notte ho solo bisogno di svuotarmi di tutto. Anche dell'anima. E due dita in gola non sono abbastanza. Non lo sono mai.
Morire lontana. Come gli elefanti. Ho la morte nel cuore. La alimento giorno dopo giorno. Getto benzina sul fuoco. Ho chiesto al mio ex ragazzo di picchiarmi. Mi ha preso a pugni nello stomaco. Mi sono piegata. Avrei voluto non respirare più. Spegnermi come la fiamma sotto la sabbia. Gli ho chiesto di mettermi le mani intorno al collo e di stringere forte. Ci ha provato. Ha detto che ero malata. Ha detto tu mi fai schifo. Adorava sottomettermi e schiacciarmi come un insetto. Ho bevuto per diventare leggera. Ho provato a volare via come una libellula. Mi sono graffiata il viso fino a lasciarne righe rosse. Punti di sangue sulle dita. Un sacco di correttore a coprire i segni.
Pallida come una bambola di porcellana. Al posto degli occhi due pezzi di plastica colorati di verde. Senti il respiro lento. Quando stringi con le tue dita paio una bestia. Senti il respiro lento. Lo senti?
Questa notte sono masochista. Mi torturo fino all'ultimo per darmi pace con la morte. Ancora una volta. La gelosia è una cancrena che uccide. Che ti divora l'anima. Che non ti fa dormire la notte. Che distorce l'universo intero. Sono distorta. Troppo distorta.
Mimas
| 19:40
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giovedì, 26 luglio 2007
Mimas
| 11:13
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martedì, 24 luglio 2007
Scivolare. In caduta libera dentro me. Sono stordita. Continuo a sentire voci su voci nella mia testa. Frammenti di vita passata. Aspettative infrante. Delusioni. Mi sento debole. Maledettamente debole. E' il caldo. Mi piego sotto il peso del mio corpo, sotto il peso della mia testa. Mi faccio schiacciare. Prima avevo la disperazione a tenermi viva. Mi rimbalzava da una parte all'altra. Mi agitava in maniera esagerata. Ora il nulla... un deserto.... la morte... è come se qualsiasi cosa stia intorno a me non abbia alcun valore, alcuna influenza emotiva su di me. Continuo a comportarmi come si deve. Bene o male. A stare a galla. Un'esistenza fottutamente stupida. Pura plastica. Pura maledetta plastica. Mi attacco alle piccole cose per essere felice. Succhio felicità dalle cazzate peggio di una zecca. Basta un colpo di vento a mandarmi in crisi. A farmi crollare come un castello di carte. Io mi sento ancora sotto una maledetta campana di vetro. Ho smesso di gridare. I sordi non hanno orecchie per sentire. E' inutile. Sto volontariamente costruendo un muro a separarmi dagli altri. Mattone dopo mattone. Per un sacco di motivi. Per un sacco di motivi. Io sto scivolando.
Mimas
| 18:50
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Morire è un’arte, come ogni altra cosa. Io lo faccio in un modo eccezionale. Io lo faccio che sembra come un inferno. Io lo faccio che sembra reale. Ammetterete che ho la vocazione [Sylvia Plath]
A volte sento il bisogno morboso-malato-suicida di cavarmi gli occhi per non assistere ad altre delusioni. Passiva. Un muro di ghiaccio. Cemento a distruggermi l'anima. Vorrei essere una ballerina dal corpo scarno e leggero che corre veloce in punta di piedi sui vetri rotti. I miei sogni. Sangue ovunque.
Lanciarmi nel vuoto. Atterrare. Schiantarmi a terra. Agonizzare. Morire. E' la testa a chiedermelo. Mangiare terra, mangiare terra, mangiare terra fino a soffocarmici. Se la mia anima fosse una fenice sarebbe morta in cenere. Nessuna scintilla a riaccenderla. Nessuna fiamma a segnare la sua rinascita. Sto precipitando. La vita.
Mimas
| 00:22
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martedì, 19 giugno 2007
Mimas
| 23:30
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Mimas
| 22:58
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mercoledì, 06 giugno 2007
I suoi occhi angosciati, il suo volto sciupato. Le sue labbra sottili che si muovono. La lingua batte sul palato, gli sfiora i denti. Sta parlando. Sta parlando ma dalla sua bocca non esce alcun suono. Angoscia. Vuoto. Ansia sempre più forte dentro me. Lui continua a muovere la bocca e io lo fisso, i miei occhi diventano due fessure mentre cerco di capire...
Mimas
| 13:11
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martedì, 05 giugno 2007
Piove sulla mia vita. In continuazione. A volte è una pioggerellina leggera. Altre un acquazione violento, furioso, che spazza via ogni parte di me. Porta via tutti i colori, li scioglie... e lascia dietro sè un disegno confuso e sfatto. La mia esistenza. Ho sempre vissuto con la convinzione che la vita fosse in bianco e nero. Che fossimo noi a scegliere come colorarla. Alcuni optavano per il nero. Altri per il rosa pastello. Altri ancora per il violetto e l'azzurrino...
... e a quanto pare io ho preso la scatola di pastelli sbagliata perchè la mia vita diversa da così proprio non mi riesce di vederla.
Mi sembra di stare addossata ad un vetro. Il personaggio di un libro. Un'Emilio Brentani viventi. Lo vedi? Sono io. Sono quella persona che passa tutta la sua esistenza ad un punto morto. Quella che non va avanti di un passo. Quella che non combina nulla. Quella persona che ha grandi idee ma poi, per un motivo o per l'altro, vedrà sempre sfumare tutto. Quel derelitto, quel fallimento inutile che invecchierà nell'inutilità più completa. Io. Non vedo grandi cose per me. Perchè sto con i piedi bene in terra e mi conosco.... e quindi resto a terra, tramortita. Morta. Forse.
Rendersi conto della propria inutilità, del fallimento della propria esistenza è atroce. Perchè non puoi fare a meno di chiedertelo... una domanda martellante, continua, assassina... io cosa sto qui a fare?
Mimas
| 20:43
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domenica, 03 giugno 2007
Mimas
| 18:49
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venerdì, 11 maggio 2007
Mimas
| 11:43
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martedì, 10 aprile 2007

Mimas
| 11:51
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[scrivi qui quello che vuoi]
Ali strappate
Ho urlato fino a che la gola non mi ha sanguinato
ma non è servito a nulla Ho cercato tanto a lungo ciò che avevo perso ma non
l'ho più trovato.... Se non lasci il segno se non ti distingui dalla massa
morirai senza essere qualcuno nessuno saprà chi sei, anche se, a dire il vero,
segno o non segno sarà sempre così.... ...scegliendo di morire dopo aver
lasciato un segno di se stessi illudendosi che qualcuno ci amerà, dopo la nostra
morte, si ricorderà di noi, ma mai sarà così. E' proprio questo il bello del
segno, è l'illusione di restare eterni
Io, l'Angelo
"Mimas ma sei davvero triste? Pensavo scherzassi" (Morgana)
"trasmetti benessere e gioia di vivere, sdrammatizzi tutto.. ma se per un'attimo
guardo quello che c'è dietro.." (Morgana)
"Non è certo andando avanti a parlare con metafore e allusioni che mi aiuterai a
capire e ad aiutarti..." (Luos)
"Riesci sempre a lasciarmi basito Eli, complimenti. Senza di te davvero questa
vita sarebbe + monotona.. grazie di esistere... nella tua pazzia contagiosa e
alienante sei unica!" (Mauro)
"te l'ho detto che nn ti lascerò più, anche se nn me lo hai ancora chiesto..vuoi
che nn ti lasci più?" (Marco)
"ah, eli eli eli" (Marco)
"tu poni dei limiti a tutto. Secondo te tutto ciò che c'è di bello è destinato a
finire... è come se avessi paura di soffrire..." (Dany)
"nn sono mai riuscito a capire chi fossi...però tu sei sempre riuscita a vedere
in me quello che vedevo io...e spesso prima che io lo vedessi...forse è per
colpa tua che sono diventato così..."(Luos)
"che ti sta succedendo...? Hai perso la tua luce..."(Ugo)
"Ma quante paranoie di merda ti fai. Sei un concentrato di paranoie"(MicioNero)
"Sei una nuova eroina... la SUPER FICIALE"(MicioNero)
"Tu hai un gusto incredibile per il fru fru..."(Micia)
Frammenti delle persone che amo
MORGANA
Ho imparato che è meglio non fidarsi di nessuno. Neanche di te stessa. Potresti
tradirti da sola.
..
E’ tremendo essere nella mia testa.
..
Lasciati trascinare dall'istinto, fai quello che ti suggerisce il cuore e
fottitene delle
conseguenze. Non mi sono mai pentita neanke dei miei errori + grandi.
UGO
Io ho visto e fatto tante cose... ma tu? Cosa fai tu? Chi ti consola quando sei
giù? Chi ti stringe quando piangi?
..
Ti ricordi la prima volta in stazione... non sono arrivato in ritardo, sono
rimasto dietro al palo a guardarti mentre leggevi...
DANY
la vita è effimera e bisogna viverla intensamente. Fai in modo che ogni attimo
della tua vita sia
pieno... altrimenti un giorno, guardandoti indietro, proverai solo rimpianto per
non averla
vissuta...
LUOS
..tutto passa, e io non sono il tipo da fermare la corrente, tantomeno da
invertirne il corso.è solo che....qualche volta vorrei poter assaporare la
soddisfazione...quella soddisfazione che davvero..non sò cosa sia.
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